Curriculum Vitae: qualche piccolo consiglio.

In questo periodo storico in cui la ricerca di un lavoro è paragonabile alla ricerca del Sacro Graal, è necessario giocarsi bene le poche carte che abbiamo a disposizione a partire dal Curriculum Vitae.

Grazie al formato europeo, creare il proprio CV è molto semplice e sul sito Europass trovate tutte le indicazioni necessarie. Tuttavia, dove non è espressamente richiesto, è possibile inviare anche formati personalizzati. Oggi vi svelerò qualche segreto che mi rivelò il mio tutor, ex consulente del lavoro, durante il mio periodo di studi in Inghilterra.

Il CV è la prima cosa con cui un datore di lavoro viene a contatto, è il vostro biglietto da visita ed è importante compilarlo bene. Avere un CV diverso dagli altri, che in qualche modo si distingua, è un primo passo per farsi notare e, magari, ottenere un colloquio. Questo non vuol dire che debba essere pacchiano o colorato: basta un’impaginazione curata a fare la differenza.

Tenete presente che il vostro curriculum non sarà l’unico ad essere inviato e chi li riceve ha poco tempo (e poca voglia) di leggerli tutti: il CV non dovrebbe essere più lungo di una pagina, soprattutto se non avete molta esperienza, quindi siate sintetici e inserite prima le informazioni più rilevanti e relegate ad un’eventuale seconda pagina tutto ciò che riguarda le vostre passioni ed eventuali informazioni aggiuntive.

Per prima cosa vanno inseriti i dati anagrafici e le informazioni di contatto. Se ci pensate, quando si conosce qualcuno, ci si presenta subito dicendo il proprio nome e cognome (nel CV ricordate di inserire anche la data di nascita e, se stranieri, la nazionalità), mentre le informazioni di contatto sono fondamentali nel caso l’azienda voglia contattarvi: inserite indirizzi o numeri dove è effettivamente possibile rintracciarvi e fate attenzione che siano sempre aggiornati. Il mio tutor mi consigliò di scrivere una breve descrizione, una frase che mi rappresentasse e le mie competenze (lingue parlate, competenze informatiche ecc.), proprio dopo le informazioni di contatto in modo da mettere subito in chiaro quello che so fare. Non si tratta solo dei certificati acquisiti, ma anche di capacità apprese nel tempo. Esempio: aver lavorato come cameriera mi ha permesso di capire come gestire le priorità sul posto di lavoro (vanno portati prima i caffè o le coca cole in lattina?), la gestione del tempo (cosa faccio mentre in cucina preparano le pizze che ho ordinato?) e anche la gestione della cassa. Le vostre esperienze lavorative vi avranno sicuramente insegnato qualcosa, mettetelo in luce.

Dopo le informazioni personali vanno inserite le informazioni professionali in ordine cronologico partendo dalla più recente, con una breve descrizione delle mansioni svolte. Proprio perché il tempo è un fattore chiave, cercate di mettere l’accento su dari rilevanti, magari omettendo le esperienze poco attinenti con l’annuncio a cui state rispondendo. Se avete fatto promozioni al supermercato per dieci società diverse durante gli anni universitari, non ha senso elencarle una per una. Piuttosto, proprio per sottolineare il fatto che siete stati capaci di terminare il percorso di studi pur lavorando, riassumetele in un punto unico, avrete tutto il tempo di approfondire in sede di colloquio.

La sezione successiva riguarda l’istruzione e la formazione, sezione molto importante se non avete maturato un’esperienza lavorativa rilevante. Anche in questo caso i titoli di studio acquisiti vanno inseriti in ordine cronologico dal più recente. Inserite anche eventuali attestati o diplomi significativi (l’attestato di partecipazione al corso di teatro della parrocchia no, un certificato di lingue riconosciuto a livello internazionale si), soggiorni studio all’estero e qualsiasi altra esperienza di studio significativa e attinente alla posizione a cui ambite. Il master di teatro con Gigi Proietti e sicuramente degno di nota, ma, a meno che non stiate facendo domanda per recitare nel prossimo film di Carlo Verdone, sarebbe meglio inserirlo nella sezione “Hobby e interessi”

Se pensate che questa sezione non la legga nessuno, vi sbagliate di grosso. Se il vostro CV è risultato interessante, state sicuri che lo leggeranno fino in fondo. I vostri hobby, nel bene e nel male, raccontano chi siete. Dico “nel male” perché mi è capitato di essere respinta ad un colloquio perché il mio CV era “toppo artistico per la posizione” (e allora perché mi avete chiamata?). Resta comunque una carta da giocare. Prendiamo il caso di un giovane appena uscito dalle scuole superiori che decide di non proseguire gli studi e di iniziare a lavorare. Non avrà alcuna esperienza lavorativa, ma far sapere che è capitano della squadra di pallavolo in cui gioca può essere un valore aggiunto: dà l’idea di una persona che lavora sodo, affidabile, carismatica e con doti di leadership. Qui potete inserire anche i corsi di maglia, cucina o altro che avete frequentato per passione personale, ma che non vi hanno rilasciato alcun titolo particolare. Il consiglio, in questa sezione, è di scrivere come se si trattasse di un piccolo racconto in prima persona. Anche il modo di scrivere fa capire qualcosa del candidato: occhio alla forma, alla grammatica e alla punteggiatura! State scrivendo al vostro futuro (si spera) datore di lavoro, non un sms al vostro compagno di banco!

Se ritenete che ci siano altre informazioni rilevanti su di voi che l’azienda deve sapere, potete inserirli in una sezione “Altre informazioni personali”, sempre scritta in forma di racconto in prima persona.

Ultimo punto, molto importante, è la liberatoria al trattamento dei dati personali: “Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003” oppure “In riferimento alla legge 196/2003 autorizzo espressamente l’utilizzo dei miei dati personali e professionali riportati nel mio curriculum”.

Questi piccoli suggerimenti mi sono stati molto utili, spero possano aiutare anche voi!

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