Il caffè: qualche curiosità sulla bevanda più amata!

Il caffè, la bevanda preferita dagli italiani. C’è chi non può farne a meno e ne beve anche più di 5 tazze al giorno e chi si accontenta di una tazzina, rito irrinunciabile della colazione o del dopo pasto. Cappuccino, caffè all’americana, lungo, corto, corretto… le varietà sono tante e, ogni giorno, le grandi marche si inventano nuovi modi di servire questa bevanda conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Il caffè è originario di una regione dell’Etiopia denominata Kaffa. Secondo la leggenda un pastore aveva notato che le sue pecore, dopo aver brucato delle bacche rosse ,erano irrequiete e agitate. Il pastore portò le bacche in un monastero dove i monaci notarono che, mettendo le bacche in infusione e bevendo il liquido, erano in grado di restare svegli a pregare per tutta la notte. La bevanda però aveva un gusto così orribile che un giorno un monaco, in un gesto d’ira, prese le bacche e le butto nel fuoco. Dopo qualche minuto si sentirono degli scoppiettii nel fuoco e le bacche erano cambiate. I monaci decisero di creare un’infusione con questi nuovi semi e scoprirono che la bevanda ottenuta dai chicchi cotti era più buona di quella ottenuta dalle bacche crude.

La pianta da cui si ottiene il caffè appartiene alla famiglia delle rubiaceae di tipo coffea, macinati e trattati con acqua. Esistono tre tipologie principali di caffè: l’arabica (il tipo più pregiato, ma con un basso livello di caffeina), la robusta ( meno pregiato, ma con una più alta percentuale di caffeina) e la liberica (meno usata perché meno pregiata). Le piante sono coltivate in ambienti caldi e umidi, principalmente nelle zone comprese tra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno.

Difficilmente si usa un’unica tipologia di caffè, ma si preferisce creare delle miscele di arabica e robusta, in percentuali diverse (normalmente la robusta non supera il 20%) da cui dipende il gusto del caffè. Questo perché il sapore di una determinata marca di caffè deve rimanere invariato nel tempo, ma il sapore del caffè grezzo varia di anno in anno, condizionato da tutti i fattori che normalmente influiscono sull’agricoltura (clima, sfruttamento del terreno, piogge, siccità ecc.). Grazie alle miscele è possibile mantenere costante e riconoscibile il sapore di un determinato caffè.

Contrariamente a quanto si pensa, il caffè lungo (inteso come caffè lasciato più a lungo sotto l’erogazione della macchinetta) contiene più caffeina, mentre il caffè ristretto ne contiene meno. La caffeina è solubile in acqua, quindi, maggiore è la quantità d’acqua maggiore è il contenuto di caffeina. Per avere più quantità di liquido, ma meno caffeina bisognerebbe prendere un caffè normale con acqua a parte.

Il caffè espresso è l’emulsione risultante da un’azione combinata di acqua calda e pressione della miscela dei grani di caffè tostati e macinati, caratterizzato dall’aroma, dalla crema e dal corpo.

Buon caffè espresso è caratterizzato da una crema compatta, con microbolle, color nocciola tendente al rossastro e deve essere persistente , ma non una crosta; deve avere un buon odore e un sapore dove l’acido, il dolce e l’amaro sono equilibrati; deve dare la sensazione di essere leggermente più denso dell’acqua.

 

Saper fare un buon espresso è un’arte, non per niente, una volta trovato il barista di fiducia, si tende a non abbandonarlo più. Per imparare quest’arte ci vuole un buon corso di caffetteria e poi tanta pazienza e esperienza.

E voi che tipo siete? Sapete rinunciare alla vostra tazza di caffè?

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