Il presepe, l’arte di rappresentare la Natività.

Il presepe, dal latino praesaepe, che vuol dire mangiatoia, è la più antica tradizione, di origine prevalentemente Cristiana, legata alla Natività di Gesù.

L’arte di allestire il presepe trae origine dai vangeli di Luca e Matteo che, nel descrivere la Natività, raccontano dell’umile nascita di Gesù all’interno di una mangiatoia.

Queste origini antichissime spiegano le incisioni parietali del III secolo nel cimitero di S. Agnese e nelle catacombe di Pietro e Marcellino e di Domitilla in Roma, dove, nella scena della Natività, vengono raffigurati anche i Re Magi.

Fu San Franceso, a Greccio nel 1223, a dare il via alla riproduzione del luogo in cui nacque Gesù. Secondo la leggenda, nel 1219, durante il periodo delle Criociate, San Francesco parti per la Terra Santa dove rimase particolarmente colpito dalla visita all’umile mangiatoia di Betlemme. Tornato in Italia incontrò un nobile, di nome Giovanni, a cui disse che, per seguire le vie del Signore, doveva essere pronto ad accogliere Gesù nel suo cuore e prepararsi al Natale. Giovanni fece costruire una stalla dove fece condurre un bue e un asino. San Francesco si recò alla stalla, dove erano stati portati anche dei doni da dividere con i più poveri, proprio la notte di Natale. Quella notte, a mezzanotte, San Francesco fece celebrare una Messa e, mentre il Santo declamava il vangelo con immenso trasporto, all’interno della stalla apparve un bambino addormentato. Sebbene questa sia solo una bellissima storia, effettivamente il presepe di Greccio realizzato da San Francesco fu la prima rappresentazione vivente della Natività di Gesù. Il primo presepe scolpito è, invece, conservato nella Basilica di Santo Stefano a Bologna e risale al 1291.

La tradizione di allestire il presepe all’interno delle chiese si diffuse nel 1400 e partì, indovinate un po’ da dove? Proprio da Napoli, dove stavano nascendo i primi “Figurinai”, i creatori di statuine del presepe. Nel ‘600 lo scenario si allargò: non si rappresentava più solo la grotta, ma anche ciò che avveniva attorno, nelle taverne, nel villaggio e sulle montagne. La stagione d’oro, il presepe Napoletano la visse nel ‘700, quando uscì dalle chiese per diffondersi anche nelle case private. Durante il regno di Calro III di Borbone la committenza non era più solo il clero, ma anche ricchi e commercianti, così le statuine si adeguarono alla moda: non più solo pastori dell’epoca di Gesù, ma personaggi con abiti contemporanei.

Del presepe Napoli ha fatto una vera e propria tradizione, tanto che le bancarelle e le botteghe di Via San Gregorio Armeno attirano turisti provenienti un po’ da tutto il mondo dove, insieme alle statuine tradizionali, si possono trovare anche calciatori, personaggi del mondo della politica o dello spettacolo.

Alle statuine di legno, c’è chi preferisce presepi commestibili, come, ad esempio, un presepe di pane.

E voi che tipo di presepe fate?

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