La comunicazione è importante?

Il Ministro Gelmini, nel 2011, definì la Laurea in Scienze della Comunicazione “inutile”, ma è proprio vero? In un’epoca come la nostra, dove i mezzi di comunicazione aumentano, è davvero così “inutile” saperli usare correttamente?

I concetti base della comunicazione sono semplici, talmente semplici che vengono spesso sottovalutati. Basti pensare che, leggendo le linee guida di alcuni blog e che permettono ad esterni di pubblicare contenuti, viene sempre ricordato di rileggere, evitare errori di grammatica e di ortografia. E’ un concetto banale, un’idea che viene insegnata sin dai primi anni di studio, ma se è così banale, perché è necessario ricordarlo? E perché, nonostante questo, nonostante il correttore automatico, gli errori di grammatica e di ortografia sono comunque frequenti? Questo è l’esempio più semplice che si possa fare, ma ce ne sono moltissimi altri.

La comunicazione esiste quando c’è un’emittente, un ricevente, un mezzo di comunicazione e un codice condiviso da entrambe le parti. Se, ad esempio, parlo in italiano con uno straniero che non capisce la mia lingua, difficilmente la comunicazione sarà efficace. Allo stesso modo, se scrivo un articolo economico pieno di termini tecnici, potrei non essere compresa da tutti, specie se ciò che scrivo non è pubblicato su un mezzo di settore, ma è alla portata di tutti. Ripeto, sembrano concetti banali, eppure episodi del genere sono all’ordine del giorno. In campo economico o tecnologico capita sempre di più che si abbia bisogno di consultare il dizionario inglese-italiano per comprendere il significato di ciò che si legge o ascolta.

Fermo restando che tutte le componenti del modello base sono necessarie affinché avvenga il processo di comunicazione, a meno che non vi piaccia parlare da soli, un altro elemento da tenere in considerazione è il mezzo. L’esempio più semplice riguarda la televisione e la radio: uno spot televisivo può essere costituito da sole immagini accompagnate da una musica emozionante, lo spot radiofonico, proprio per le caratteristiche del mezzo, deve essere descrittivo e usare le parole più delle immagini. Lo stesso vale per i social network, tanto di moda ai giorni nostri: pubblicare un’immagine su twitter non restituisce gli stessi risultati del pubblicare la medesima immagine su facebook. Anche questo è un concetto banale, per chi conosce il mezzo, eppure il forte numero di persone che utilizza la pubblicazione automatica su più social network contemporaneamente, fa capire che il rispetto delle peculiarità del mezzo usato, specie in ambito web, non è stato ancora pienamente compreso.

Proprio perché le scienze della comunicazione vengono considerate inutili, si pensa che chiunque sia in grado di comunicare in maniera efficace. Ed ecco che, all’interno delle università stesse, le web radio di ateneo sono coordinate da ingegneri (noti per le loro spiccate doti comunicative), si organizza un palinsesto di una web tv senza avere un’idea, anche vaga, del pubblico da colpire, si creano account social (perché se non sei sui social non sei nessuno) lasciati miseramente morire perché ci sono altre priorità, salvo per quel post con la super offerta del mese pubblicata una tantum e che nessuno vedrà mai (perché i social, soprattutto facebook, premiano la quantità di interazioni tra gli utenti).

Per comunicare efficacemente, dunque, è necessario seguire le regole, ma prima bisognerebbe conoscerle. I corsi sul mercato sono tantissimi; la scelta dipende dall’età, dalle necessità e dalla disponibilità economica: non solo lauree o master multimilionari, ma anche corsi serali, per occupati o disoccupati, o, addirittura corsi on line, da seguire comodamente da casa propria.

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