L’albero di Natale: simbolo del consumismo o di qualcosa di più?

Una volta era tradizione decorare l’albero di Natale l’8 dicembre, il giorno della festa dell’Immacolata Concezione, anche se oggi si iniziano a vedere le prime decorazioni già subito dopo la festa di Ogni Santi. Per molti di noi, l’albero, insieme al presepe (e forse di più) è il simbolo per eccellenza del Natale, ma da dove arriva? Quali sono le sue origini e com’è arrivato fino a noi?

L’albero è sempre stato considerato, in molte culture, simbolo della vita. Alcuni pensano che questa icona arrivi da un’evoluzione della festa pagana del sole, che si celebrava proprio in inverno, dove un pino veniva bruciato come simbolo e ricordo dell’apparizione sulla terra d’una gran luce straordinaria.

Come per i mercatini di Natale, anche l’albero ha le sue radici nelle tradizioni del nord Europa, in particolare quella germanica. Secondo questa cultura, l’abete era sacro a Wotan (nome tedesco del dio Odino), per questo motivo l’usanza di addobbare l’albero per Natale potrebbe nascere dal rituale nordico di decorare i vari “Alberi del Paradiso” con nastri e oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti votivi, dove le luci che li illuminavano corrispondevano ad altrettante anime.

Sempre in Germania, nel medioevo, il 24 dicembre si celebrava il “Gioco di Adamo ed Eva” in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell’abbondanza per ricreare l’immagine del Paradiso. L’abete, per la sua valenza magica e per la caratteristica di essere sempreverde, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici, sostituì con il tempo gli alberi da frutto

La prima apparizione dell’albero così come lo conosciamo, avvenne a Tallin in Estonia nel 1441, quando fu eretto un grande abete nella piazza del Municipio. Tra i primi documenti scritti, compare una cronaca in cui si racconta che a Berna, nel 1570, si aveva l’usanza di decorare un albero con mele, noci, datteri e fiori di carta.

L’uso di addobbare l’albero nelle case private si diffuse nel XVII secolo, ed ebbe inizio grazie alla duchessa di Brieg, sempre in Germania, che nel 1611 utilizzò un piccolo pino per riempire un angolo del suo ampio salone addobbato a festa che riteneva fosse spoglio. Furono i generali prussiani a diffondere la tradizione dell’albero di Natale nel resto d’Europa in occasione del Congresso di Vienna, che si svolse dal 1º novembre 1814 al 9 giugno1815. A Vienna il primo albero di Natale apparve proprio nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, mentre in Francia arrivò solo nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans.

La tradizione dell’albero rimase a lungo confinata nelle regioni del nord: venne accettata dai cattolici solo nel XX secolo ed ebbe la sua definitiva consacrazione quando Papa Giovanni Paolo II allestì il primo grande albero di Natale in piazza San Pietro a Roma nel 1982.

E voi che tipo di albero preferite? Super elegante da rivista patinata o “casalingo” e pieno di piccoli ricordi?

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