Mercato del lavoro: i dati sull’occupazione tra passato e futuro.

I dati sull’occupazione riportati dal Rapporto annuale delle comunicazioni obbligatorie 2013, riguardanti le dinamiche dei rapporti di lavoro per il triennio 2010-2012 non sono incoraggianti. Se i licenziamenti sono rimasti più o meno stabili,

le attivazioni di nuovi contratti nel 2012 hanno subito un calo pari al -2% rispetto al 2011, dato che riguarda in maniera particolare le donne: nel III trimestre 2012 si registra un calo di assunzioni per il sesso femminile pari al -6,6% contro il -5,4% degli uomini.

Il rapporto mostra poi una ricomposizione delle forme contrattuali somministrate che evidenzia una riduzione dei contratti a progetto (dovuta anche alla regolamentazione di questa tipologia da parte del Ministro Fornero) a favore dei contratti a tempo determinato:

nel IV trimestre 2012 costituiscono il 66,7% delle attivazioni, contro il 62,3% relativo allo stesso trimestre dell’anno precedente. La quota di attivazioni a tempo indeterminato mostra un lieve aumento (dal 17,1% al 17,5%) mentre l’apprendistato una sostanziale stabilità (2,5%); cala notevolmente, invece, il peso dei contratti di collaborazione (dal 9,2% al 7,3%) e quello delle altre tipologie contrattuali (dall’8,9% al 5,9%).

 

Il rapporto ISFOL sulla dinamica degli avviamenti dei contratti di lavoro relativo alla prima parte dell’anno 2013 non è più incoraggiante. Se il 2012 si è chiuso con un timido andamento positivo, il primo trimestre del 2013 ha visto raggiungere il livello minimo di occupazione dall’inizio della crisi economica, avvenuto a cavallo tra il 2010 e il 2011.

Ora, se, dopo la lettura di questi dati, state pensando di emigrare all’estero, topcorsi potrebbe esservi utile per trovare un corso di lingue in modo da partire con una marcia in più. Se, invece, decidete di restare in Italia sappiate che le previsioni per il triennio 2013-2015 mostrano una ripresa dell’occupazione derivante da un cambiamento della struttura produttiva del paese a favore del settore terziario, come indica questa ricerca effettuata da Click Lavoro, il portale del governo dedicato al mondo del lavoro.

L’articolo evidenzia quali sono le 10 professioni che prenderanno piede in futuro e quelle che, invece, verranno messe da parte (sempre secondo i dati ISFOL).

professioni-emergenti
Nei prossimi anni, dunque, si assisterà a una maggior ricerca di profili con qualifica medio alta (ingegneri, specialisti nella formazione e nelle scienze giuridiche) a fronte di una penalizzazione, seppur lieve, delle professioni che richiedono una qualifica inferiore, specialmente quelle legate all’industria manifatturiera.

Secondo questi dati i prossimi anni premieranno coloro che hanno voglia di studiare e conseguire una qualificazione. Voi che ne pensate?

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